

JPM è tra le maggiori istituzioni finanziarie al mondo. Le nozioni base fondamentali da tenere presenti quando si negozia questo titolo sono:
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Con sede a New York, JPMorgan Chase Co. (JPM) è stata fondata l’1 dicembre 2000 a seguito della fusione tra J.P. Morgan Co e Chase Manhattan Corporation. La formula preferita per l’accordo è stata quella cosiddetta all-stock, ossia anziché incassare un compenso, gli azionisti hanno conservato la propria posizione azionaria anche dopo la fusione. Entrambe le aziende della società hanno grandemente contribuito a scrivere la storia bancaria americana. Grazie alla fusione ha raggiunto i 650 miliardi di dollari diventando la seconda società in America per valore. Da settembre 2020 è la più grande banca negli Stati Uniti per attività e la più grande al mondo per capitalizzazione di mercato.
L’accordo del 2000 è stato il culmine di una lunga storia fatta di fusioni, specialmente dal lato “Chase”. Solo quattro anni prima, nel 1996, la società Chase Manhattan era stata acquisita da Chemical Banking, che portava avanti il prestigioso nome dei Chase. La stessa Chase Manhattan era il risultato della fusione tra Chase National Bank e Bank of Manhattan nel 1955, due società la cui storia risale al lontano Novecento.
Il lato “Morgan” della banca affonda le sue radici nella J.P. Morgan and Company, Inc., fondata nel 1895. La prima grande fusione risale al 1959, con la Guaranty Trust Company di New York. Entro la fine del ventesimo secolo, J.P. Morgan Co. era una delle istituzioni di investment banking blue-chip più rispettate al mondo, mentre Chase Manhattan aveva enorme influenza sul reparto retail e nel consumer banking. L’accordo sembrava promettere decisamente bene, e così è stato. JPMorgan Chase Co. è oggi una società di servizi finanziari di rilevanza globale, e serve i propri clienti attraverso quattro grandi segmenti di business: Consumer Community Banking, Corporate Investment Banking, Commercial Banking e Asset Wealth Management.
È quotata al NYSE, dove viene scambiata con il simbolo ticker JPM. La società rientra nel settore finanziario, nella categoria riservata alle banche maggiori.
Da quando è stato costituito nel dicembre 2000, il titolo JPM è stato interessato da quattro frazionamenti azionari, ma ancora nessuna mega fusione. Ha viaggiato al di sotto dei 20$ per buona parte del tempo a partire dal 1980, livello rotto solo nel decennio successivo, quando le banche hanno diretto le loro offerte per soddisfare il bisogno crescente di servizi finanziari dell’industria tecnologica emergente.
Alla fine del 1995, dopo aver superato il prezzo dei 20$, il titolo ha intrapreso la scalata che nel luglio 1998 gli ha fatto rompere la resistenza dei 50$. Il trend ha poi continuato, pur con un lieve ritracciamento, fino al marzo 2000, in cui il prezzo ha raggiunto i 65$.
Il nuovo millennio non è cominciato di certo nel migliore dei modi per JPM, che a settembre 2002 era ripiombato sotto i 20$. Da quel momento in poi ha cominciato a rimbalzare più volte tra i livelli 20 e 50, raggiungendo minimi storici a marzo 2009 (dopo la crisi finanziaria globale) e fine 2011; i massimi a maggio 2007 e marzo 2013.
Da quel momento JPM sembrerebbe essersi lasciato definitivamente alle spalle la soglia 50$, entrando in un trend lento ma costante che lo ha portato a raggiungere i 141$ a gennaio 2020. A marzo lo scoppio della pandemia ha compito duramente il mercato, e il titolo è sceso fino a 80$, per poi riprendere la sua ripresa a settembre 2020. A novembre 2021 JPM viaggiava su vette di quasi 170$.
L’azienda può vantarsi di aver costantemente pagato ai suoi azionisti dividendi trimestrali, del 4% in media. Questa buona condotta attrae investitori in cerca di entrate fisse, ma occorre ricordare che le azioni che pagano dividendi non sono generalmente considerate le più convenienti per investimenti di lungo termine.
Perché è tra le più grandi banche istituzionali che è possibile trovare nel mercato azionario e delle obbligazioni. Come la maggior parte delle società di servizi finanziari, anche le azioni JPMorgan sono influenzate dalle variazioni dei tassi di interesse, e i trader possono sfruttare questa consapevolezza a proprio vantaggio. Anche le date di rilascio degli utili rappresentano opportunità di trading da tenere sott’occhio. JPMorgan Chase CO è nei mercati dal XVIII secolo: non può essere trascurato.
Il migliore forse no, ma di sicuro la sua price action rappresenta una potenziale occasione per qualsiasi tipo di trader. Offre buone variazioni orarie di prezzo agli scalper, buona volatilità per i day trader e anche trend duraturi adatti allo swing trading. È un titolo decisamente volatile e talvolta instabile, ma è anche estremamente liquido grazie al suo turnover di azioni giornaliero che spesso supera i 10 milioni.
In quanto titolo altamente volatile, consigliamo di tradarlo tramite CFD. Questi strumenti permettono infatti di cambiare rapidamente posizione di trading quando le circostanze lo richiedono. Grazie alla leva poi i trader possono sfruttare anche le oscillazioni più piccole, esponendosi ai rischi di mercato per periodi brevissimi. La leva amplificherà i risultati sia nel caso di vincite che di perdite; quindi, il suo utilizzo è da valutare con estrema cautela. Infine, l’uso dei CFD nel trading permette di ridurre non poco le gravose commissioni che l’investimento tradizionale in azioni prevede. Ultimo ma non meno importante, i CFD si adattano a qualsiasi stile di trading.
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