

Conosciuta grazie al proprio logo come “la società delle tre strisce”, Adidas venne fondata nel 1924 da Adolf Dassler, a cui in seguito si unì il fratello maggiore Rudolf. Chiamarono la loro società la Dassler Brothers Shoes Factory. I fratelli tuttavia si separarono nel 1949: Adolf formò l’Adidas, e Rudolf diede vita a una società rivale, la Puma. Oggi il quartier generale di Adidas si trova a Herzogenaurach, in Germania. Dopo aver quasi rischiato la bancarotta nel 1993 a causa della spietata concorrenza, Adidas si rimise in sesto e tenne la propria IPO il 17 novembre 1995. È quotata sulla ‘Deutsche Börse’ (borsa di Francoforte) in Germania, dove viene negoziata con il ticker ADS. L’azione fa parte inoltre del DAX-30, che include solo le maggiori società tedesche quotate sul mercato azionario. Adidas viene negoziata nell’Industria dell’abbigliamento e dei prodotti tessili, sotto il settore dei Beni di consumo voluttuari. Pur avendo iniziato come calzificio, col tempo la gamma di prodotti Adidas si è ampliata notevolmente. La società vende un’ampia gamma di indumenti, tra cui t-shirt, pantaloni, leggings, giubbini e felpe con cappuccio.
Inoltre, disegna e produce dei set unici di accessori come sandali, cosmetici, occhiali, smart watch, accessori per cellulari e borse. Ma il prodotto più importante di Adidas sono senza dubbio gli articoli sportivi, con la società che come da tradizione continua a rivolgersi principalmente agli atleti. Il focus principale di Adidas è senza dubbio il calcio, lo sport più popolare al mondo: la società è da sempre uno dei fornitori più importanti al mondo di tenute e attrezzature sia per i club che per le nazionali. Adidas ha inoltre un ruolo importante in altri sport come baseball, basket, cricket, golf, ginnastica, lacrosse, corsa, skateboarding, tennis e persino il famoso sport indiano non presente alle olimpiadi del kabbadi. Negli anni, Adidas ha utilizzato il mercato delle mergers and acquisitions per mantenere il proprio dominio e cercare una crescita strategia nei mercati chiave.
Tra i suoi accordi principali figurano:
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Quando la società tenne la propria IPO nel 1995, le azioni Adidas vennero offerte a un prezzo compreso tra i 59 e i 68 marchi. Prima dell’avvento dell’euro (EUR) nel 1999, il marco tedesco era la valuta standard della Germania. Nella propria storia, Adidas ha avuto un unico frazionamento azionario di 4 a 1 avvenuto nel 2006. All’epoca, le azioni Adidas erano tecnicamente uno dei titoli di maggior valore nel DAX-30. Il frazionamento migliorò la liquidità dell’azione tra gli investitori privati, dando inoltre la possibilità ai propri consumatori di entrare a far parte della storia di Adidas. Dopo l’inizio positivo seguito alla IPO, Adidas rimase soppressa, iniziando il 1998 con circa €40 ad azione che divennero poi meno di €12 entro il febbraio del 2000. Una negativa situazione economica globale, oltre alle quote di avviamento dall’acquisizione del Salomon Group andarono a giocare a suo sfavore. Da lì in poi, l’azione cominciò a risalire piano piano, raggiungendo un picco di circa €50 nel novembre 2007, ma la successiva crisi finanziaria mondiale diede inizio a un crollo che a dicembre 2008 trovò il fondo intorno ai €22.
Da lì seguì un’ottima prestazione da parte delle azioni, che a gennaio 2014 raggiunsero il picco di €92. Ma il 2014 si rivelò essere un pessimo anno per Adidas, nonostante quell’anno ci fossero i Mondiali di calcio (vinti poi dalla Germania): la rivale di sempre Nike conquistò parte delle sue quote di mercato e sul mercato si affacciarono nuovi concorrenti come l’emergente Under Armor. Il titolo crollò raggiungendo un minimo di €55 a dicembre 2014, ma sopravvisse all’assalto della concorrenza e diede buoni risultati che lo portarono infine a raggiungere il massimo storico di €218 nel 2018. Al novembre 2018, l’azione viene negoziata a circa €202, prezzo che pone la capitalizzazione di mercato della società a oltre €40.6 miliardi. Adidas ha iniziato a pagare i dividendi nel 2006, quando gli azionisti venivano pagati €0.42 per azione. Da allora, Adidas ha continuato a pagare dividendi annuali che, all’anno fiscale 2018, ammontano a €2.60 per azione. Adidas ha un rapporto di distribuzione del 37%, che si trova nella fascia obbiettivo del 30-50%.
Adidas è un’azione di alto valore che nel corso degli anni ha ricompensato enormemente i propri investitori. Allo stesso tempo, però, ci sono alcune cose da prendere in considerazione quando si negozia l’azione:
Sarebbe anche saggio analizzare tali fattori per il loro possibile impatto sul breve periodo, piuttosto che il loro effetto a lungo termine, in quanto Adidas opera in un settore così veloce e dinamico che le dinamiche a lungo termine possono mutare in un istante.
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Adidas è uno dei marchi di abbigliamento sportivi più importanti al mondo e compete con società come Nike e Under Armour. Nei cinque anni precedenti alla pandemia di COVID del 2020, le azioni hanno avuto un rendimento del 260%, e vale la pena tenere d’occhio il titolo alla ricerca di nuove opportunità di trading. La società ha un solido piano di crescita che dovrebbe continuare a far salire il valore delle azioni, soprattutto visto che Adidas si rivolge a chi vive uno stile di vita attivo e che questo trend con ogni probabilità non andrà da nessuna parte. Alla fine del 2020 l’azione si sta ancora riprendendo dalla pandemia di COVID-19 e dovrebbe riportare dei buoni guadagni a mano a mano che le economie riaprono e i consumatori ritornano nei negozi.
Sul palcoscenico internazionale nella categoria degli indumenti atletici, la tedesca Adidas si ritrova a competere con società come Nike e Under Armour, tra le altre. I suoi marchi, Adidas e Reebok, sono diventati sempre più popolari negli ultimi anni, grazie all’aggressiva strategia di crescita intrapresa dalla società che si è rivelata piuttosto efficace. Inoltre, Adidas è riuscita ad aumentare le proprie vendite online, crescita che si è rivelata particolarmente utile durante la pandemia del 2020. Per quanto riguarda la forza delle azioni, quello Adidas è un buon titolo con cui fare trading, cosa vera anche per i titoli dei suoi due principali concorrenti. Il lancio di nuovi prodotti potrebbe essere un momento particolarmente indicato per fare trading con la volatilità del titolo.
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