
Pattern grafici avanzati
Strategie di Trading Online • 2:51 min
Il trading quantitativo è l’uso di sofisticati modelli matematici e statistici di calcolo per guadagnare nei mercati finanziari. A lungo esclusiva dei grandi operatori, i suoi segreti sono oggi a portata di mano dei più scaltri trader retail. Scopriamoli!
Questo articolo affronta le basi dell’argomento: leggilo per intero per una conoscenza a tutto tondo, o vai alla sezione che ti interessa di più.
Lo scopo del quantitative trading è combinare tecnologie moderne ed enormi database, in modo da ottenere analisi complete delle opportunità del mercato in tempo reale.
A lungo usato esclusivamente dai giganti dei mercati per gli enormi costi necessari, la maggiore accessibilità alle risorse tecnologiche lo rende sempre più allettante anche per alcuni investitori retail.
Da sempre il trading è stato paragonato alle previsioni del tempo, un sistema complesso di variabili, imprevedibile e talvolta capriccioso, difficile da analizzare e anticipare. Partendo dalla consapevolezza che la parola certezza non fa parte del vocabolario di uno statista, il ruolo di un quant trader somiglia davvero a quello di un meteorologo. Raccogliere quanti più dati storici e presenti per creare un modello che possa fornire una stima di probabilità. L’obiettivo non è stabilire se domani ci sarà il sole o la pioggia, bensì determinare la probabilità dei due eventi, e agire di conseguenza. Clima a parte, per i trader quantitativi prezzo e volume sono le variabili più importanti e più grande è il set di dati, meglio è.
Certo, i risultati potrebbero non risultare sempre esatti, ma la percentuale di successo è solitamente più che rispettabile e qualsiasi previsione si basa su un enorme archivio di dati storici e presenti.
Dal momento che lavorano con la probabilità, i quant trader non si lasciano scoraggiare dal risultato di singole transazioni, ma valutano l’efficienza di una strategia confrontandola con i sui rendimenti teorici. Se si sta comportando come da modello, indipendentemente dalle singole operazioni, il quant trader sa già qual è il massimo profitto che può ottenere, qual è il rischio che corre in ogni momento, la dimensione che deve dare ai lotti, quanto tempo è conveniente mantenere l’asset prima di liquidare la posizione.
Quasi tutte le strategie di trading si basano sull’intuito, sui meccanismi di try and error, sull’esperienza, e mirano a creare il modello perfetto, ossia il modello che funziona. Un trader tipicamente impara le sue strategie sul campo, e le affila con l’uso, magari implementandole con l’analisi tecnica o affidandosi ad un mentore. Basta aprire un forum di trading per rendersi conto che molti si basano su valutazioni in bianco e nero, e dividono le strategie in vincenti e perdenti.
Il trading quantitativo invece abbraccia e accetta la infinità varietà di sfumature che intercorrono tra i due estremi, e invece di parlare di certezze, parla di probabilità. La probabilità infatti è la disciplina che studia eventi e risultati che coinvolgono una componente di incertezza.
Ad un quant trader non importa sapere se una strategia funziona o no, gli interessa sapere quanto può rendere se ripetuta tante volte. I dati mostrano che non esistono strategie sempre vincenti o sempre perdenti, e che ripetendo lo stesso identico ordine in fasi del mercato apparentemente uguali è impossibile prevedere il risultato in modo univoco.
Questo è dovuto alla casualità, e crea spazio ad un approccio diverso al trading. Un analista tecnico, o un foundamental trader, cercano di compensare questa lacuna di certezze con la conoscenza e lo studio dei mercati e pattern grafici, delle variabili in grado di influenzarli, con lo studio della psicologia degli investitori. I quant trader la accettano in quanto tale, per loro è un dato di fatto, e si comportano di conseguenza.
La strategia che usano somiglia molto a quel processo avvincente che permette a certe menti brillanti di vincere al poker “contando le carte”. Il concetto di base è lo stesso: se sappiamo quali sono le probabilità, possiamo costruire una strategia che le porti a nostro favore. Ci saranno momenti di fortuna e rischio, ma alla lunga i nostri risultati tenderanno ad avvicinarsi a quelli statistici.
Il trading quantitativo si basa per lo più sulla raccolta e l’analisi di dati, e utilizza modelli puramente statistici e matematici per stabilire la probabilità dei possibili risultati. L’enorme quantità di dati da processare simultaneamente richiede tuttavia elevata potenza di calcolo, e le ipotesi sono generate con l’elaborazione di più set di dati numerici.
Questo è il motivo per cui il trading quantitativo è stato, per molto tempo, appannaggio delle migliori istituzioni finanziarie e di individui con un patrimonio netto elevato. Ma il progresso della tecnologia, in particolare delle risorse di cloud computing, ha aperto le porte a questo spazio anche ai trader al dettaglio di medie dimensioni.
Un esempio di un modello quantitativo può essere l’analisi della pressione rialzista subita dal McDonald’s Stock (MCD) sul NYSE durante le ore di pranzo.
Un quant svilupperebbe un programma che analizzi l’intera storia del titolo: se giungesse alla conclusione che questo modello si verifica oltre il 90% delle volte, formulerebbe una strategia aspettandosi che la probabilità che quel modello si ripeta in futuro è del 90%.
L’idea che c’è dietro al trading quantitativo è generare solidi piani di trading su base matematica. Un trader quantistico ricercherà e analizzerà i dati storici, quindi applicherà modelli matematici e statistici avanzati per individuare le opportunità di trading nel mercato. Una volta resa concreta l’idea, l’applicazione può essere eseguita sia manualmente che automaticamente, magari con l’uso di robot di trading.
Il trading algoritmico prevede l’uso, appunto, di algoritmi per individuare e sfruttare le opportunità di trading nel mercato. Un algoritmo è una serie di procedure standardizzate da seguire per raggiungere uno scopo. Un comune esempio di algoritmo è una ricetta di cucina: una serie di procedimenti specifici da compiere nel giusto ordine.
Il trading algoritmico quindi consiste nello “spiegare” questa serie di procedure ad un robot automatizzato di trading, usando uno specifico codice di linguaggio, così da potergli delegare mansioni specifiche. L’efficacia del lavoro dei robot dipende unicamente dalla nostra capacità di programmazione. Ossia richiede la consapevolezza che quello specifico programma farà unicamente ciò per cui è stato creato e nient’altro.
I trader algoritmici possono automatizzare tutti gli aspetti dell’attività di trading, dalla scansione del mercato e la generazione del segnale, all’esecuzione degli ordini e uscita dal mercato. Potenzialmente possono eliminare del tutto l’intervento umano da ciascuna fase, e in certi casi è proprio ciò che fanno!
Mentre i trader quantitativi utilizzano modelli matematici per generare segnali di trading , i trader algoritmici utilizzano spesso metodi di analisi tecnica tradizionali , come i pattern di candele o combinazioni di indicatori.
Una sostanziale differenza inoltre sta nel fatto che i trader quantitativi applicano metodi necessariamente sofisticati e fuori dalla portata della maggior parte degli investitori. I trader algoritmici, al contrario, possono generare sia strategie semplici che avanzate, e grazie alle community, come MQL5, possono davvero essere alla portata di tutti.
I punti di contatto tra il trading quantitativo e quello algoritmico sono lampanti, e spesso l’uno inizia dove finisce l’altro. Le differenze tra i due però come vedi sono nette e sostanziali.
Ti sarà sicuramente capitato a proposito di trading quantitativo, di incappare nel termine HFT (trading ad alta frequenza), quindi facciamo un po’ di chiarezza su cosa sia.
In sostanza, l’HFT cerca di ottenere vantaggi da certe precise meccaniche del mercato, e le rende sfruttabili grazie alla velocità di esecuzione utilizzando tecnologie all’avanguardia. Lo si può quindi considerare come una branca del trading quantitativo, ma strettamente legata alla velocità di esecuzione degli ordini.
Il trading quantitativo in generale, invece, non richiede necessariamente velocità, anzi! Può essere lento, medio o veloce. Non è raro che i trader quantitativi tengano aperte posizioni per anche un anno.
Come abbiamo visto lo scopo dei sistemi quantitativi è quello di usare modelli matematici per individuare le migliori opportunità di mercato. Nel tempo sono stati elaborati numerosissimi sistemi, e i quant ne sviluppano continuamente altri in base alle esigenze specifiche. Quale che sia la loro applicazione però, le fasi principali di sviluppo di un sistema quantitativo sono quattro: strategia, backtesting, esecuzione e gestione del rischio.
Il vantaggio principale del trading quantitativo risiede nella grande quantità di opportunità che è in grado di offrire grazie alla sua enorme potenza di calcolo.
Rende possibile operare contemporaneamente su diversi settori e applicare più strategie in simultanea, senza che questo influisca sulla qualità o sulla coerenza delle singole operazioni. I sistemi quantitativi monitorano e registrano attivamente i rischi connessi al trading in ogni momento, limitando così pregiudizi soggettivi ed emozioni.
In effetti in certi casi si rivelano del tutto controintuitivi, ossia sembrano contrastare apertamente l’intuizione dei trader. Il quant trader definisce il sistema, lo prova, lo corregge, lo prova di nuovo: non si limita a creare un modello autonomo e lasciarlo agire, ma continua a testarlo e ottimizzarlo, perché è consapevole che non funziona per il 100% del tempo. Fondamentalmente crea una strategia di trading che sia in grado di guidarlo con decisioni oggettive, completamente affidabile, senza mai smettere di provare a migliorarla.
Al giorno d’oggi i dati fluiscono liberamente, e controllare la loro influenza sul nostro portfolio di trading è un’impresa ardua. Il trading quantitativo assicura di sfruttare le numerose opportunità generate dai mercati finanziari, dinamici e in rapida evoluzione, senza dover monitorare ogni singolo dato.
Fin qui abbiamo parlato dei suoi tanti aspetti positivi, ora passiamo alle note dolenti. La prima, a cui abbiamo già accennato, sono gli elevati costi richiesti per creare un sistema di trading affidabile. Dalla ricerca e raccolta di dati di qualità, fino ai test e all’ottimizzazione, lo sviluppo di un buon sistema di scambio quantitativo è uno sforzo che richiede tempo e capitale. Non c’è quindi da stupirsi se è stato e rimane ancora una risorsa non a tutti accessibile.
In giro è possibile trovare modelli adatti anche ai principianti, ma difficilmente si rivelano validi. In fin dei conti un sistema di trading quantistico è valido quanto il suo ideatore. Se automatizziamo una strategia che si è già rivelata redditizia possiamo migliorare le sue performance; ma se la strategia di partenza è mediocre sarà difficile migliorarla in un mercato che è perennemente veloce, dinamico e imprevedibile.
La ciliegina sulla torta? Il trading quantitativo richiede grandi conoscenze e abilità di matematica, statistica, finanza e programmazione, che l’investitore al dettaglio medio non sempre possiede.
La diffusione del trading quantitativo è destinata a continuare ad aumentare di pari passo con lo sviluppo di tecnologie più accessibili. Esso promuove un approccio olistico al trading, e consente di approcciare i veloci e dinamici mercati finanziari con oggettività. Che il tuo obiettivo sia di diventare un quant, o anche solo personalizzare le tue strategie alla luce delle scoperte del quant trading, AvaTrade è accanto a te per fornirti ciò di cui avrai bisogno per fare trading con fiducia.
Diventare un quantitative trader non è per tutti, ma ora che ne sai di più puoi applicare queste conoscenze per portare le tue strategie a nuovi livelli! Testale su un conto demo o apri un account reale!
I sistemi di trading quantitativo hanno utilizzato la matematica e le statistiche pure per creare un sistema di trading che può essere scambiato senza alcun input da parte del trader. Chiamato anche trading algoritmico, è diventato sempre più popolare tra gli hedge fund e gli investitori istituzionali. Questo tipo di trading può essere redditizio, ma non è una strategia impostata e dimenticata come credono alcuni trader. Anche con il trading quantitativo il trader deve essere abbastanza attivo nel mercato, apportando aggiustamenti all’algoritmo di trading man mano che i mercati stessi cambiano.
I trader quantitativi sono diventati un appuntamento fisso molto popolare a Wall Street. Utilizzando modelli matematici e statistiche, questi trader possono essere molto redditizi e le società di investimento si sono rivolte sempre più a modelli quantitativi su cui basare le loro decisioni di trading. I trader quantitativi di successo sono estremamente interessati e abili in tutte le cose matematiche. Se non sei felice di passare la vita sepolta in numeri e dati, diventare un trader quantitativo non fa sicuramente per te. Oltre ad avere abilità matematiche eccezionali avrai anche bisogno di abilità di programmazione informatica eccezionali. Infine, avrai bisogno di una conoscenza dettagliata delle strategie di trading più diffuse. L’ingrediente finale è un sacco di pratica commerciale.
Il più grande vantaggio del trading quantitativo è la capacità di analizzare un numero illimitato di mercati attraverso un numero infinito di punti dati. Usando la matematica, un trader quantitativo apre i potenziali orizzonti di trading per comprendere la totalità dei mercati finanziari. Un altro vantaggio del trading quantitativo è che elimina le emozioni dal trading, attenendosi invece a decisioni basate sui dati che sono libere dai pregiudizi che possono essere creati dai trader umani. Infine, i sistemi automatizzati creati dai trader quantitativi possono essere molto redditizi se creati con successo.