
L’indicatore RVI
Indicatori di analisi tecnica • 8 min
Il tasso di cambio, meglio conosciuto come rate of change (ROC) è un indicatore del momentum che permette di stimare la velocità alla quale i prezzi variano da un periodo all’altro. Si può quindi definirlo come la misura della variazione del prezzo tra il periodo corrente e quello di riferimento.
Il ROC espresso in percentuale può inoltre aiutare i trader a determinare, oltre al momentum, anche le condizioni di overbought e oversold e la direzione del trend. Altri oscillatori, che come il Rate of Change si basano sul momentum, sono il MACD , l’RSI e l’ADX .
Qualsiasi attività finanziaria può teoricamente aumentare all’infinito, ma il suo minimo non può scendere al di sotto dello zero. Se ne deduce che i valori negativi del ROC sono limitati, mentre quelli positivi sono potenzialmente infiniti.
Il calcolo del Rate of Change permette ai trader di valutare quanto il prezzo corrente si è allontanato rispetto a un periodo di ricerca definito. La sua formula è:
ROC = [(Chiusura corrente – Chiusura n periodi fa) / (Chiusura n periodi fa)] X 100
* Dove “n” è scelto da noi, e corrisponde al numero di periodi passati ai quali intendiamo confrontare il prezzo
L’impostazione predefinita “n” sulla maggior parte delle piattaforme è 14, ma molti trader usano anche i valori 9 e 25, e in caso di transazioni a lungo termine si spingono fino a 200. Numeri inferiori reagiscono con grande prontezza all’andamento dei prezzi, ma così facendo rischiano di fornire segnali instabili o falsi; numeri maggiori reagiscono più lentamente e forniscono un grafico più levigato, riportando una quantità minore di segnali, che però, quando si verificano, sono più affidabili.
È importante riuscire a comprendere la natura della volatilità intrinseca nell’asset sottostante che vogliamo studiare. È anche possibile applicare valori brevi di “n” a timeframe più estesi (da quelli giornalieri in su), o valori maggiori per timeframe ristretti (come quelli da 1 ora in giù).
Dal momento che il ROC riporta un confronto tra un prezzo e quelli di uno specifico periodo passato, può restituire valori sia superiori che inferiori allo zero. La sua linea centrale è infatti in corrispondenza dello zero, e quando i valori si raccolgono intorno ad essa, indicano che il mercato è in fase di consolidamento. Allo stesso modo valori positivi sono indice di un sentiment rialzista, e quelli negativi di uno ribassista.
Sebbene venga comunemente usato come oscillatore, il Rate of Change non presenta livelli di overbought e oversold definiti. Sta invece ai trader riuscire a riconoscere queste zone, osservando i livelli estremi di ROC che l’asset sottostante ha raggiunto precedentemente.
Seppure diversi, l’indicatore momentum e il ROC sono progettati per lo stesso scopo: aiutare i trader a decifrare il momentum. Si assomigliano al punto tale che posso essere usati in modo intercambiabile.
La loro principale differenza riguarda il metodo di calcolo: il ROC è espresso in percentuale, mentre l’indicatore momentum in valore assoluto. Inoltre se la linea centrale del ROC corrisponde a zero, quella dell’indicatore momentum al valore 100.
Come abbiamo accennato esistono anche altri strumenti di analisi tecnica che aiutano i trader a decifrare il momentum, come ad esempio il MACD, l’RSI e l’ADX. Il MACD genera un istogramma che permette di leggere con semplicità il momentum dei prezzi: se le barre si spingono sopra lo zero si tratta di un momentum rialzista, se al di sotto di un momentum ribassista.
RSI ha invece la linea centrale a 50, valore che indica mercato piatto (flat market) o trend regolare. Maggiore è il momentum che registrano e più i valori si allontaneranno da essa: verso l’alto in caso di momentum rialzista, e verso il basso in caso di uno ribassista.
Infine, l’ADX è un indicatore di momentum non direzionale usato per quantificare la forza dei trend. I suoi valori spaziano tra 0 e 100; se superano 25 mostrano che il trend in corso sta guadagnando momentum, mentre valori inferiori indicano debolezza.
Vediamo ora come applicare al trading alcuni dei segnali generati dall’indicatore ROC:
Come abbiamo già evidenziato, i segnali del ROC possono talvolta presentarsi in anticipo o in ritardo, quindi è importante cercare combinazioni con quegli indicatori che lo aiutano a generare segnali di confluenza. Alcune delle migliori strategie di combinazione sono:
Ecco perché dovresti fare trading utilizzando l’indicatore ROC su AvaTrade:
L’indicatore ROC (price rate of change indicator) fa parte degli indicatori basati sul momentum, e riporta la variazione del prezzo in forma percentuale. Offre quindi ai trader informazioni su quanto rapidamente il prezzo sta aumentando o diminuendo. L’ovvia conclusione è che più il prezzo varia, più forte è il momentum del trend. Spesso viene usato per individuare condizioni di overbought e oversold, divergenze e crossover della linea centrale. Ma dal momento che può talvolta muoversi a zig zag, sarebbe meglio usarlo come indicatore di conferma.
L’istogramma del ROC è molto facile da leggere e interpretare. Quando è sopra lo zero mostra momentum rialzista e, quando è sotto, ribassista. Più l’indicatore si allontana dallo zero più forte è il momentum del movimento del prezzo. I trader possono utilizzare queste informazioni per confermare cambiamenti nel trend o sapere se sta guadagnando o perdendo momentum. Il ROC è tipicamente utilizzato in consociazione con altri indicatori, perché considerato un indicatore di conferma.
Leggerlo è abbastanza semplice. Quando è sopra la linea dello zero e si sposta più in alto, indica che la tendenza sta diventando più forte. Tuttavia, se sale troppo, diciamo al livello +3, ciò potrebbe indicare un mercato overbought. Se torna verso la linea dello zero, indica un rallentamento del momentum e un potenziale cambiamento del trend. Lo stesso è valido al contrario, per gli spostamenti al di sotto dello zero. L’indicatore ROC viene in genere utilizzato per confermare i movimenti di prezzo o rilevare divergenze, oltre che per determinare quando i mercati sono overbought o oversold.
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