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L’indice BGCANG (Global Cannabis Giants) è stato realizzato per replicare la performance delle 20 principali aziende con un’esposizione all’industria della cannabis.
L’indice include aziende con ricavi derivanti per almeno il 50% dell’industria cannabis. Questo ha portato l’indice Cannabis Giants a diventare l’indice di riferimento globale per le azioni con un’esposizione alla marijuana.
L’indice Cannabis Giants è stato lanciato dalla BITA, una società di fintech con sede in Germania il 16 novembre 2018. L’obiettivo era quello di seguire in modo affidabile l’andamento delle principali aziende quotate con ampia esposizione all’industria della cannabis per uso medico.
Il valore iniziale dell’indice era di 1000 punti. Successivamente l’indice si è portato ad un minimo storico di circa 724 nel dicembre 2018 prima di avanzare e registrare un massimo di circa 1240 nel marzo 2019. Da allora è calato, portandosi verso quota 820 nell’agosto 2019, fino ad un minimo storico di 290 nell’aprile 2020.
L’indice Cannabis Giants è ponderato in base alla capitalizzazione (l’inclusione nell’indice dipende dalla capitalizzazione di mercato) con un fattore di capping del 15%, applicato per ridurre la concentrazione di singole aziende e ottenere una buona diversificazione.
Per essere incluse nell’indice devono essere soddisfatti i seguenti requisiti:
BITA applica i filtri sopra indicati di liquidità ed esposizione dei ricavi per selezionare le prime 20 aziende da tutto il mondo per la loro inclusione nell’indice.
Di seguito sono riportate le prime 10 aziende incluse nell’indice Cannabis Giants in base alla loro ponderazione (ultimo aggiornamento: agosto 2019):
| Posizione | Azienda | Ponderazione |
| 1 | Cronos Group Inc. (CRON) | 16.55% |
| 2 | Aurora Cannabis Inc. (ABC) | 15.64% |
| 3 | Canopy Growth Corporation (WEED) | 14.87% |
| 4 | GW Pharmaceuticals PLC Sponsored ADR (GWPH) | 13.15% |
| 5 | Tilray, Inc. (TLRY) | 11.00% |
| 6 | Aphria Inc. (APHA) | 5.44% |
| 7 | HEXO Corp. (HEXO) | 4.22% |
| 8 | OrganiGram Holdings Inc. (OGI) | 3.34% |
| 9 | Innovative Industrial Properties Inc. (IIPR) | 2.93% |
| 10 | Green Organic Dutchman Holdings Ltd. (TGOD) | 2.31% |
BITA ha realizzato un whitepaper di 16 pagine in cui viene dettagliata la formula di calcolo dell’indice, ma semplificando vengono applicati i seguenti principi:
L’indice Cannabis Giants viene ribilanciato trimestralmente per eliminare o aggiungere aziende costituenti idonee. Le revisioni avvengono il terzo venerdì di marzo, giugno, settembre e dicembre utilizzando i prezzi di chiusura di tali sedute, con le variazioni che entrano in vigore all’apertura dei mercati del lunedì successivo.
La marijuana è utilizzata dalle persone da migliaia di anni sia per scopo medico che per scopo ricreazionale. Dal secolo scorso la marijuana è diventata un prodotto illegale, ma nell’ultimo decennio ci sono state diverse innovazioni nel settore che hanno attirato molti investitori in aziende coinvolte nel mercato della cannabis:
Nell’ultimo decennio sono stati raggiunti diversi traguardi e questo ha portato l’industria della marijuana fuori dall’area taboo.
Nel 2009 l’allora Procuratore generale degli Stati Uniti, Eric Holder, ha ordinato alla Drug Enforcement Agency (DEA) di interrompere i raid nei dispensari di marijuana legale e ad uso medico, per un ammorbidimento della posizione del governo federale statunitense su tale sostanza.
L’industria ha ricevuto un ulteriore incoraggiamento in seguito all’approvazione da parte del Congresso del Rohrabacher-Farr Amendment, che proteggeva i diritti degli Stati nell’introdurre una protezione legale della cannabis senza interferenze federali.
Il settore ha subito uno shock all’inizio della presidenza Trump nel 2016, quando il nuovo Procuratore generale si è attivato per abrogare alcuni dei regolamenti pro-cannabis dell’amministrazione Obama, ma il Procuratore si è dimesso alla fine del 2018 e il suo successore, William Barr, ha confermato in una seduta del Congresso che non avrebbe seguito le orme del suo predecessore, lasciando lo status quo.
Con oltre 30 stati che avevano già legalizzato la marijuana ad uso medico a metà 2019, l’industria ha ora ampio margine di respiro negli Stati Uniti, con passi decisamente in avanti rispetto al 1996 quando il governo federale si era opposto alla decisione dello stato della California di legalizzare la cannabis.
Il mondo intero guarda alla situazione statunitense con entusiasmo, ma il Canada è decisamente avanti in questo. La marijuana ad uso medico è stata legalizzata nel paese nel 2001 e l’approvazione federale del Cannabis Act del 2018 legalizza formalmente la coltivazione, il possesso, l’acquisizione e il consumo di marijuana e prodotti derivati.
In Europa i Paesi Bassi sono famosi per i coffee shop di cannabis che risalgono già agli anni 70 e il Regno Unito è aperto al dibattito sulla marijuana a scopo terapeutico.
Tuttavia, dal momento che gli Stati Uniti sono una superpotenza mondiale, gli investitori aspettano con trepidazione la legalizzazione da parte del governo federale della marijuana. Sembra che l’attesa in tal senso sia quasi finita.
Nel dicembre 2018, è stata legalizzata a livello federale la canapa (che deriva a sua volta dalla pianta della cannabis). Sia la canapa che la marijuana contengono l’ingrediente chimico cannabidiolo (CBD), ma la canapa ha livelli più bassi di tetraidrocannabinolo psicoattivo (THC) che è il componente primario della pianta di cannabis.
È vero che l’industria della cannabis opera ancora in un’area di incertezza legale, ma molti dei rischi associati a tali investimenti sono percepiti e non reali. Questo crea enorme opportunità per gli investitori alla ricerca di una crescita insolitamente elevata.
Questa industria è ancora agli albori, ma sono diversi i fattori che influenzano l’indice di riferimento Cannabis Giants. La legalizzazione è la variabile più importante, con l’indice che tende a reagire di conseguenza a tali notizie. L’industria è anche oggetto di tassazione speciale in diverse giurisdizioni.
Un movimento significativo di un singolo titolo quotato nell’indice ha ripercussioni anche sulla direzione dell’indice. A questo riguardo è importante comprendere la natura del mercato di riferimento delle singole aziende.
Ogni mercato geografico offre diverse opportunità e va incontro a rischi locali unici. Questo significa che è presente una correlazione di prezzo molto positiva per le aziende che operano o servono la stessa giurisdizione.
Ci sono molti vantaggi nel fare trading sull’indice della cannabis:
Ecco alcuni degli innumerevoli vantaggi del trading sull’indice Cannabis Giants con i CFD su AvaTrade:
Il trading della cannabis ha rapidamente generato momentum e con gli svariati usi terapeutici e ricreativi di questa sostanza, il potenziale di investimento è illimitato. Ora puoi fare trading sull’indice Cannabis Giants e altri azioni della cannabis tramite CFD con AvaTrade, un broker regolamentato a livello globale di cui ti puoi fidare.
L’indice cannabis è un indice ponderato rispetto al capitale delle 20 società mondiali più importanti, che rappresentano il 50% dei ricavi derivanti dall’industria della cannabis. Inoltre viene applicato un fattore di limitazione del 15% per evitare la concentrazione di singole società. Le società per farne devono avere un volume di scambi giornaliero medio minimo di $ 1 milione negli ultimi 90 giorni, e devono anche essere quotate in una borsa mondiale di valori. Le tre più grandi società attualmente incluse nell’indice sono Cronos Group, Aurora Cannabis e Canopy Growth.
In quanto indice in un settore molto recente, il Cannabis Index può osservare una maggiore volatilità rispetto a gruppi di mercato o indici consolidati. Questo può portare a forti impennate e bruschi cali. I fattori che influenzano maggiormente l’indice oggi come oggi sono: i regolamenti governativi che riguardano la cannabis, l’apertura di nuovi negozi o il lancio di nuovi prodotti, e naturalmente l’offerta e la domanda. In effetti è stato grazie ad un eccesso nella catena di approvvigionamento che abbiamo assistito ad un calo dell’indice di cannabis nel 2019, ed è sulla domanda che gli investitori contano per aumentare l’indice nei prossimi mesi.
Mentre l’industria della cannabis si riprende dal suo mercato ribassista del 2019, ci sono diverse strategie che i trader possono utilizzare per negoziare al meglio l’indice di cannabis. Uno è quello di seguire l’andamento dell’indice, che ha subito un costante ribasso nell’ultimo anno. Un approccio più in controtendenza sarebbe cercare inversioni, in particolare inversioni che potrebbero portare a un movimento di breakout al rialzo per l’indice. Con l’indice della cannabis così depresso, qualsiasi breakout brusco ha il potenziale per fornire enormi rendimenti.