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Terminologia di Trading • 6 min
Con l’acronimo EPS si intende l’utile per azione (Earnings Per Share) ovvero il rapporto tra l’utile netto di una società ed il numero delle azioni negoziabili. E’ uno dei maggiori indicatori per valutare la redditività di una azienda.

Nella sua forma semplice, EPS è definito:

Tuttavia, non tutte le azioni sono uguali ed alcune godono di diritti speciali (le cosiddette azioni privilegiate) che garantiscono ai possessori di incassare dividendi privilegiati; inoltre il numero di azioni ordinarie (le azioni ‘normali’ che non forniscono nessun diritto particolare) può variare nel periodo preso in esame.
Pertanto la formula più corretta è la seguente:

La cosa più importante da dire riguardo ad EPS è che dovrebbe essere un valore maggiore di zero, perché questo significa che l’azienda in questione sta generando dei profitti. In linea di massima, maggiore è questo valore meglio è.
Un EPS negativo indica che, nel periodo in esame, l’azienda è incorsa in delle perdite ovvero non è stata in grado di generare nessun utile. Pertanto possiamo definire un EPS negativo come perdita per azione.
Ad esempio se la società ACME CORP versa in una situazione di questo tipo:
Ricavi = $ 1.000.000,00
Spese = $ 1.100.000,00
Dividendi privilegiati = $ 0,00
Azioni ordinarie = 100.000

Significa che per ogni azione della ACME CORP ogni azione ordinaria genera una perdita operativa di 1 dollaro.
Normalmente un EPS negativo porta tendenzialmente ad un deprezzamento del titolo.
EPS può fornirci importanti indicazioni a livello di trading sui titoli azionari. Innanzitutto una serie di trimestri con EPS crescenti forniscono una spinta al rialzo perché porta sempre maggiori investitori all’acquisto di titoli di una società che dimostra una crescita costante nel tempo.
Un altro aspetto riguarda invece le aspettative sui dati relativi agli EPS:
Dobbiamo infine considerare, quando prendiamo delle decisioni di investimento, che l’EPS presenta anche alcuni limiti: